GALLERIA GRANDI AUTORI

 

EUGENYI SHAMAN (Russia)

 

di Carlo Ciappi

Ancora la donna si presenta col suo mondo espressivo sulla pedana di Fotoincontro, nella galleria dei grandi autori. In questa occasione la donna viene rappresentata come sofferente di una situazione ambientale sfiorante il fatiscente, quella posta a contorno delle figure femminili rappresentate, il tono grigio poi impiomba l’attimo, lo scatto prende il drammatico accento di disperazione. E’ forse quest’ultima ipotesi che poi conferisce l’aspetto di sostegno e tenera partecipazione alle modelle raffigurate; sono carezze ed accostamenti di volti in partecipata espressione, come un riconoscere e condividere l’analoga situazione in cui esse vivono. Su molti di quei volti un segno clownesco ricorda la figura di Giulietta Masina nel film “La strada”, un segno a tagliare la guancia come una perenne lagrima nera, una sorta di solco scavato da tante lagrime vere versate chissà cosa o per chi. Consolazione, ecco, consolazione è quella vicinanza di volti e di corpi, quelle carezze e quegli abbracci, consolazione di regalare la propria presenza sentita alla simile governata dallo stesso destino o situazione. Stavolta non è il nudo a troneggiare nell’imperioso mondo della donna, ma una analisi distaccata apparentemente, intrisa di estrema partecipazione allo stesso tempo. Non ci sono simboli evocativi in queste fotografie, la scena è solo appartenente alla situazione rappresentata; al pensiero che fa scaturire ed innesca storie; alla marginalità delle cose che non vi figurano per dare spazio all’incedere del racconto e del narrare, singolarmente; la scena contenuta in una foto non è necessariamente legata ad un’altra che la precede o la segue, ognuna di queste immagini racconta da sé, ci presenta situazioni di disagio e di sorpresa, di fatalità assunta solo come espressione forzata. Il mirino si sposta su un interesse allo svelamento delle figure femminili, ancora intorpidite da una quiete anch’essa grigiastra, ma anche su un’equivocante complicità di vicinanza delle labbra significata anche dal cambio di sguardi, dello sguardo che penetra per carpire i segni di intesa con la persona che ha catturato l’interesse proprio, per poi ricambiare con la stessa espressione. Venature cromatiche sono presenti in questa raccolta, ma nulla cambiano alla drammaticità rappresentata di figure di donne che subiscono lo status abitativo di un limbo di attesa e di disperazione, di sostegno reciproco, quando figura, di fanie volute o da cui si vuol divincolarsi da parte della persona in esse irretita. Un gioco perverso figura nella foto dove compare un gattino, un’enorme pistola, un’espressione del volto della donna dei più spregevoli fa presagire infauste conseguenze, viene ora da domandarsi il perché, un autore che ha disegnato situazioni così forti ed emotivamente coinvolgenti, sia ricorso a questa manifestazione diversa, forse lo sa solo l’Autore, dall’atto significante non ne traggo nessun significato. 

 

Carlo Ciappi

15 dicembre 2007