GALLERIA GRANDI AUTORI

 

JEFFERY SCOTT

 

di Carlo Ciappi

Si affacciano nuove realtà, nuove dimensioni della fotografia con le possibilità messe a disposizione dalla recente tecnica. Le fotografie esposte in questo insieme aprono più al “sapore” che non ad una leggibilità godibile, si offrono più alla fantasia fumettistica che non all’espressione salonistica della fotografia dove, qualche volta, si fa una ricerca anche estetica nel senso poetico. Sembrano più di una le anime che hanno desiderato queste realizzazioni fotografiche, una sicuramente è quella della ricerca della donna, l’altra il sistematico smontaggio della stessa donna e, sicuramente, qualche perché lo susciterà negli osservatori. La figura maschile, se raramente appare, è messa nella condizione di abbrutimento e di non realtà che quasi sconcerta. Mi verrebbe da considerare che, in questo autore, c’è tanta voglia di emulazione di quell’altrettanto sconcertante autore che risponde al nome di Joel Peter Witkin, ma forse quest’ultimo tra foto e foto poneva più coerenza.

La donna, sono ormai tantissime le sillogi che trattano questo argomento, abbiamo visto la donna in ogni situazione, non tratto di quelle riprese nelle risaie orientali o fotografate nel fango rumeno, ma quelle sotto i riflettori, quelle che indossano corsetterie ad hoc o nemmeno quelle, poste in un contesto ricreato per la bisogna con le espressioni suggerite dal fotografo regista, direttore delle luci, addetto alla post-produzione e quant’altro.

Perché scomporre quei corpi, tra l’altro sì belli, come usano fare le bambine con le loro bambole disassando femori e piedi, braccia ed il tutt’uno collo testa? La domanda potrebbe sembrare inutile e la risposta ovvia: “se all’autore piace così….”, ma tra immagine ed immagine, tra atmosfera ed un’altra c’è troppa diversità e, la normalità della bellezza del corpo femminile, viene rappresentata dando il sapore di foto antica, dove la superficie della gelatina non ha retto le pressioni degli anni, allora qual è il messaggio di un Autore che usa questo linguaggio e questo approccio all’immagine? Il bello non risiede più nella donna di oggi? E l’uomo che le è vicino chi è? Il molosso al guinzaglio o l’alano con l’impianto meccanico nella zona centrale del corpo?

Forse un’alone di tormento si aggira nello studio del nostro Jeffrey, si attesta ed insinua in quei panni di una negazione della stanza, nei circuiti di un televisore spesso presente, nelle molle degli esili ventri meccanici, nel glabro pube di castigate donne, ma forse uno smarrimento lo ha avuto nell’incontrare una di quelle donne, …. ma sembra proprio una donna vera, della donna ha il pieno splendore ed ha anche una cosa che a me personalmente piace molto, le ali, che siano quelle dell’Angelo dell’Annunciazione o quelle di Lucifero fa poca differenza perché la donna sarà sempre alata e foriera del nuovo, della buona novella o più semplicemente Lucifera (portatrice di luce).

Sapore? Sentimento? Fotografia nuova? Nuova comunicazione? Ricerca di un’idea di quello che l’autore rappresenta? Davanti ad un lavoro del genere ci si possono porre innumerevoli domande, quelle che potremmo rivolgersi in una stanca serata al Circolo Fotografico, forse qualcosa ne può uscire fuori.

Grazie dunque a chi assortisce, forse scientemente, una galleria di grandi autori così vasta ed aperta alle varie tendenze, il fruitore avrà una panoramica ed una presa di visione di quello che è lo stile fotografico odierno e le tendenze di un’arte che sempre di più apre a panorami più ampi

 

 

Carlo Ciappi

17 novembre 2007