|
Si
affacciano nuove realtà, nuove dimensioni della fotografia con le
possibilità messe a disposizione dalla recente tecnica. Le fotografie
esposte in questo insieme aprono più al “sapore” che non ad una
leggibilità godibile, si offrono più alla fantasia fumettistica che non
all’espressione salonistica della fotografia dove, qualche volta, si fa
una ricerca anche estetica nel senso poetico. Sembrano più di una le
anime che hanno desiderato queste realizzazioni fotografiche, una
sicuramente è quella della ricerca della donna, l’altra il sistematico
smontaggio della stessa donna e, sicuramente, qualche perché lo susciterà
negli osservatori. La figura maschile, se raramente appare, è messa nella
condizione di abbrutimento e di non realtà che quasi sconcerta. Mi
verrebbe da considerare che, in questo autore, c’è tanta voglia di
emulazione di quell’altrettanto sconcertante autore che risponde al nome
di Joel Peter Witkin, ma forse quest’ultimo tra foto e foto poneva più
coerenza.
La
donna, sono ormai tantissime le sillogi che trattano questo argomento,
abbiamo visto la donna in ogni situazione, non tratto di quelle riprese
nelle risaie orientali o fotografate nel fango rumeno, ma quelle sotto i
riflettori, quelle che indossano corsetterie ad hoc o nemmeno quelle,
poste in un contesto ricreato per la bisogna con le espressioni suggerite
dal fotografo regista, direttore delle luci, addetto alla post-produzione
e quant’altro.
Perché
scomporre quei corpi, tra l’altro sì belli, come usano fare le bambine
con le loro bambole disassando femori e piedi, braccia ed il tutt’uno
collo testa? La domanda potrebbe sembrare inutile e la risposta ovvia:
“se all’autore piace così….”, ma tra immagine ed immagine, tra
atmosfera ed un’altra c’è troppa diversità e, la normalità della
bellezza del corpo femminile, viene rappresentata dando il sapore di foto
antica, dove la superficie della gelatina non ha retto le pressioni degli
anni, allora qual è il messaggio di un Autore che usa questo linguaggio e
questo approccio all’immagine? Il bello non risiede più nella donna di
oggi? E l’uomo che le è vicino chi è? Il molosso al guinzaglio o
l’alano con l’impianto meccanico nella zona centrale del corpo?
Forse
un’alone di tormento si aggira nello studio del nostro Jeffrey, si
attesta ed insinua in quei panni di una negazione della stanza, nei
circuiti di un televisore spesso presente, nelle molle degli esili ventri
meccanici, nel glabro pube di castigate donne, ma forse uno smarrimento lo
ha avuto nell’incontrare una di quelle donne, …. ma sembra proprio una
donna vera, della donna ha il pieno splendore ed ha anche una cosa che a
me personalmente piace molto, le ali, che siano quelle dell’Angelo
dell’Annunciazione o quelle di Lucifero fa poca differenza perché la
donna sarà sempre alata e foriera del nuovo, della buona novella o più
semplicemente Lucifera (portatrice di luce).
Sapore?
Sentimento? Fotografia nuova? Nuova comunicazione? Ricerca di un’idea di
quello che l’autore rappresenta? Davanti ad un lavoro del genere ci si
possono porre innumerevoli domande, quelle che potremmo rivolgersi in una
stanca serata al Circolo Fotografico, forse qualcosa ne può uscire fuori.
Grazie
dunque a chi assortisce, forse scientemente, una galleria di grandi autori
così vasta ed aperta alle varie tendenze, il fruitore avrà una
panoramica ed una presa di visione di quello che è lo stile fotografico
odierno e le tendenze di un’arte che sempre di più apre a panorami più
ampi
Carlo
Ciappi
17
novembre 2007
|