GALLERIA GRANDI AUTORI

 

Ben Goosens

 

di Carlo Ciappi

 

Certamente esiste un collegamento tra poesia e creatività, sicuramente Goosens lo ha cercato ostinatamente pensando alla realizzazione delle fotografie di questa galleria, non vi è dubbio che queste siano immagini pensate, cercate nel libro interiore dei saperi, nei simbolismi più raffinati e di più derivazioni, forse più semplicemente ha fatto ricerca nell’ancestrale dizionario di simboli legati all’uomo, quello che era in divenire, quello che è attualmente con un occhio su quello che sarà domani.

Foto fatte a tavolino, quelle di Ben Goosens,  ricomponendo dei brandelli di visioni dissociate, isolandone i particolari e trasportandoli in altra dimensione, in altro ambiente, in altra realtà non vera, nemmeno onirica direi; si tratta solo dell’assemblaggio virtuale di tanti elementi significanti per poter, se la lettura lo consentirà palesemente, di porli all’attenzione di un lettore offrendogli la chiave per trovare il significato. Sono tanti i simboli che Solfare ha mutuato dall’iconografia classica, se non per immagine, per significazione sì.

Le fotografie in oggetto sono di una luce abbastanza fosca, dei bagliori si intendono dove l’autore li ha posti non tanto per vivacizzare l’idea, ma per indicare la direzione dove convogliare la ricerca del significato ed una indicazione precisa senza dubbio ce la fornisce. Il gusto compositivo è gradevole, il clima ricreato attiene al teatrale con il punto dell’infinito costretto in breve tratto di spazio, proprio come avviene sulla scena di una rappresentazione teatrale; tanta è la “roba” che figura in quelle inquadrature, forse ne sarebbe bastata meno, ma l’autore ci ha fornito questo e lo ringraziamo perché, indubbiamente, queste sono immagini che non si possono scattare sui marciapiedi di ogni città e, per mostrarcele le ha dovute pensare, macerare dentro di se, trovare il medium per esorcizzarle e la compostezza per dare un tono godibile al tutto.

Guardando questa carrellata di fotografie, a primo impatto, mi venne di definire Goosens l’autore del “passare di là” e in quel là si può intendere tutto, dal conosciuto all’incognito, dal passato all’immagine del dopo. Ricorrono spesso i simboli della porta e del ponte che di per se indicano la soglia da varcare, in qualsiasi accezione la si voglia intendere, è la scelta del nostro vivere quotidiano, del nostro decidere le piccole o le grandi sfide della vita. Sempre legato a questo simbolo del “di là”, molto più pregnante ed interessante delle altre figurazioni, è il simbolo della donna col ventre cavo, anzi trafitto, anzi donato, quella porzione mancante si trova in terra nella perfezione della sfera, simbolicamente riconducente a tanti significati che la donna, da sempre, offre con la beltà del suo essere tale al mondo intero, partorendo nuovi mondi, microcosmi perfetti almeno nelle volontà della madre, che si uniranno al macrocosmo del creato intero.

Il reale e l’onirico trovano, nelle composizioni di Goosens, il loro viale marcato da cose concettualmente e significatimene diverse, alberi ed ombrelli, imponenti sculture o fasci di luce; ai margini del viale si trova quello che l’autore vuole porre segnando quello che lui vuole per significare e comunicare il suo concetto di fotografia.

 

Carlo Ciappi

19 settembre 2007