ROBERTO FORONI

cremona

 

 

 

Roberto Foroni, nato a Cremona nel 1967.

Ho iniziato a fotografare nel 1989 ed inizialmente sono stato spinto più che altro dalla curiosità che velocemente si è trasformata in passione e, quindi, nello studio e approfondimento delle diverse tecniche fotografiche. Nel corso degli anni ho attraversato diverse fasi di interesse, partendo dal ritratto per accorgermi poi che gli scatti metropolitani sono i miei preferiti per le immense possibilità che le città offrono di scomporre e ricomporre le immagini da diverse angolazioni, facendo apparire sempre qualcosa di nuovo e di inaspettato.

In particolare mi interessa offrire un nuovo modo per ritrarre i luoghi che incontro nei miei viaggi, un taglio differente, uno scorcio inusuale, un abbinamento di forme e colori particolarmente di impatto.

Spesso i luoghi fotografati diventano irriconoscibili, avulsi dal loro contesto originario, come se potessero appartenere ad ogni dove perché ciò che colpisce non è la globalità di ciò che appare, ma il dettaglio che viene fotografato, che in quanto tale è senza tempo e senza spazio fisico reale. Quello che mi interessa rappresentare è un viaggio all'interno del viaggio, la ricerca, a volte particolarmente spinta dell'inquadratura di impatto, perché esteticamente piacevole, elegante, inaspettata e a volte persino ardita.

In questo momento l'effetto che ricerco nella fotografia è quello della rappresentazione del reale attraverso ciò che cattura il mio obbiettivo, fissare la bellezza dell'immagine per sempre, senza voler sovrapporre ad essa interpretazioni esotiche, emozioni nascoste, doppi sensi celati o significati da rielaborare. Solo l'immagine, con la sua propria forza emotiva che scaturisce dal fatto di aver fissato la potenza dello sguardo sulle cose.

Ed è esattamente questo quello che intendo per arte fotografica, la capacità di creare bellezza attraverso le elevate e a volte complesse possibilità tecniche che la macchina fotografica possiede, sempre mediate dall'occhio e dall'esperienza dell'artista che di essa fa un uso del tutto personale.

Alcuni potrebbero obiettare che compito di un fotografo è quello di rendere poetica la realtà, mentre io sono fermamente convinto che il mio ruolo sia quello di immortalare la poesia che è già insita nel reale.

Un'ultima precisazione riguarda la diversità del mio lavoro rispetto a quello di molti che hanno deciso di avvalersi del metodo digitale. Ritengo sicuramente importante lo sviluppo che la fotografia sta avendo in questa direzione, ma il mio timore è quello che lo scatto venga effettuato già pensando alle successive manipolazioni digitali delle immagini ed in questo senso potrebbe perdere importanza il fatto che il fotografo prima di scattare deve fare i conti con gli oggetti e le condizioni climatiche e di luce presenti in quel momento, nella loro immediatezza, e non già pensando al loro possibile successivo rimaneggiamento.

Le diapositive che vedrete stasera sono state scattate nel corso di vari anni e in esse si riflette la mia crescita artistica nel corso del tempo, che si presenta con inquadrature, accorgimenti tecnici, ricerche stilistiche differenti e che nel tempo si sono evolute per arrivare alla mia attuale impostazione fotografica. In queste diapositive si mischiano due anime, quella del turista e quella del fotografo. Il primo si lascia abbagliare dalla bellezza di ciò che incontra sulla sua strada, facendo scatti tipici di chi si trova in terra straniera, non per forza estera, e vuole serbare il ricordo del viaggio compiuto; il secondo segue le vie della sua ispirazione e del significato che intende dare alla sua opera ed è soprattutto in questi scatti che si riconosce il particolare sguardo dell'artista e del suo modo di intendere la fotografia.